Reward based – Il piccolo segreto…


Come ti avevo promesso inizieremo ad entrare nello specifico di una delle ramificazioni principali del crowdfunding.

In questo articolo approfondiamo il Reward based. Ma prima sarebbe meglio Ricordarci qual’è.

“Reward based: Si tratta del metodo più comune di crowdfunding. Consiste nell’inserire il tuo progetto all’interno di una piattaforma sul web per raccogliere fondi, questi fondi che i tuoi backers (cioè i finanziatori) ti stanno offrendo, sono delle vere e proprie donazioni. Però per fare in modo che i finanziatori si uniscano alla tua causa è bene offrire delle ricompense in cambio. Le ricompense dovranno essere pensate, in modo da rendere allettante ed interessante la spesa compiuta dai tuoi finanziatori.”

Quello che ancora non ti ho detto, è che esistono due modelli di Reward based: l’All or Nothing (tutto o niente) e il Take it All (prendi tutto).
Cerchiamo di capire meglio di cosa si stratta:

Il primo modello è l’All or Nothing. In pratica, carico il progetto sulla piattaforma, indico quanti soldi mi servono per concretizzare il mio obbiettivo e in quanto tempo devo raccoglierli. Nel caso in cui, scaduto il tempo limite, non fossi riuscito a raggiungere il mio obiettivo la mia campagna terminerebbe senza che io riceva nulla e le poche donazioni, risultate insufficienti, tornerebbero ai miei sostenitori.

Per farti un’idea, il più celebre esempio di questa tipologia è la piattaforma Kickstarter. In Italia, segue questo modello anche Eppela.

Invece…

Nel secondo modello il Take it All, carico il mio progetto, sempre indicando la somma da raccogliere e la durata della campagna. Al contrario dell’All or Nothing, anche se non raggiungessi il mio obiettivo, nel tempo indicato, potrò disporre comunque del finanziamento ottenuto.

IndieGoGo è uno degli esempi più noti al mondo che utilizza questa forma di reward, mentre in Italia abbiamo BoomStarter.

Ti invito a pensare in modo opportuno alle due opzioni, capendo realmente di cosa il tuo progetto abbia bisogno.

Adesso che le due forme di reward sono chiare passiamo oltre.

Reward based è quindi, un metodo di crowdfunding che consiste nella raccolta di fondi via internet, in cambio di una ricompensa. I finanziamenti ottenuti dai sostenitori, sono a tutti gli effetti delle donazioni libere e anche fiscalmente saranno regolamentate come tali.
La ricompensa può essere un prodotto, un’emozione o un’esperienza, collegata all’idea che si sta cercando di portare avanti.
Possono essere diverse e diversificate in base alla quota che viene donata dal finanziatore.

Bene e questo lo abbiamo ripetuto più volte 😉

Allora adesso, che la parte principale è davvero chiara, ti svelo un piccolo segreto…

Per portare a buon fine una campagna di crowdfunding fondamentalmente sarà necessario fare bene tre cose:

La prima è la storia. In un progetto di crowdfunding bisogna per prima cosa raccontare una storia che appassioni e coinvolga le persone, la si può raccontare attraverso due semplici mezzi: testi e video.

I testi devono essere coinvolgenti. Il crowdfunding è fatto da persone che parlano ad altre persone proprio come io sto parlando a te. Se ti racconto la mia idea, per prima cosa devo cercare di appassionarti, devo essere trasparente cioè devo spiegare nel dettaglio in che modo desidero utilizzare i fondi, farti capire come mi sto impegnando per portare a termine il progetto.

Il video dev’essere fatto bene. Chiaramente devo incentrarlo sull’idea o il prodotto di cui ti sto parlando, trasmetterti la sua utilità e i suoi effetti positivi sulla tua quotidianità.
È importantissimo metterci la faccia, farmi conoscere, fare vedere dove e come l’idea è nata.
Insomma presentare il volto umano del progetto.

La seconda, sono le ricompense, come ti dicevo una ricompensa può essere un prodotto o un’ emozione.

Prendiamo come esempio una compagnia teatrale sul territorio che vuole produrre il proprio spettacolo e ha bisogno di essere sovvenzionata. Le potenziali ricompense sono moltissime: un biglietto per lo spettacolo. Offrire la possibilità di vedere lo spettacolo da dietro le quinte, cosa che uno spettatore comune non potrebbe comprare. Oppure chissà andare a cena con la troupe.

Nella scelta, dovrà immedesimarsi nel possibile sostenitore, dare sfogo alla sua fantasia per regalare una ricompensa davvero particolare, che possa emozionare chi sposa la sua causa.
La cosa importante però è che abbia un valore! Non per forza monetario, il fattore emotivo può rilevarsi fondamentale per offrire una ricompensa davvero affascinante.

La terza cosa è il networking on-line e off-line.
Io sono il primo ambasciatore della mia idea e chiunque mi sostenga può parlare di me, facendo da eco e amplificando la comunicazione del mio progetto.
Mi darà una mano esattamente come se mi stesse sovvenzionando, se mi dà anche i soldi chiaramente sarà il mio sostenitore ideale☺
È proprio questo il concetto di base, ogni sostenitore, ogni donatore, deve sentire proprio il progetto, solo così mi sosterrà fino in fondo.

Tutto questo non deve generare solo un finanziamento ma soprattutto fiducia, coinvolgimento e partecipazione.
Insomma bisogna regalare emozioni… Dare la consapevolezza di far parte di un gruppo che lavora in un’unica direzione.
Solo così si può creare il senso di comunità, invogliando i sostenitori a partecipare e a lavorare insieme all’ideatore, ad un progetto comune.

Concludendo, non esiste un progetto ideale per il crowdfunding, ma è sufficiente un’iniziativa culturale o imprenditoriale, che si convalidi grazie al potere della community.

#falloconlafolla

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