Due chiacchiere con l’autore del cortometraggio “AMAL” – Matteo Russo…


Abbiamo incontrato, Matteo Russo Fondatore del collettivo “Hi, Toys videoproject”, produttore di innumerevoli lavori di video-progettazione.

Matteo insieme ai suoi collaboratori, ha deciso di realizzare un cortometraggio per raccontare un viaggio all’interno della fragilità dell’animo umano.

Così per finanziare questo progetto si sono rivolti al crowdfunding, tramite la piattaforma Kickstarter hanno lanciato il progetto fissando un obiettivo di €5,000.

Possiamo dire che l’idea è piaciuta, il progetto si è concluso con successo raccogliendo €5,312 Attraverso 131 sostenitori.

Abbiamo fatto qualche domanda a Matteo per conoscerlo meglio, capire qual’è il suo pensiero sul crowdfunding e sapere cosa c’è dietro una campagna di successo.

Ciao Matteo, quanti anni hai?
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Come è nata la tua passione?
La mia passione per il cinema nasce quasi per caso. Tutto è nato da quando mi iscrissi all’Accademia di belle arti di Bologna. Quando feci l’iscrizione misi tra le mie preferenze Design e Fotografia, cinema e televisione, dal momento che ero un amante della fotografia. A design non passai le selezioni e mi presero a Fotografia, cinema e tv, ben presto però scoprii che il corso era basato solo sul cinema. Da lì mi innamorai di questa arte e ben presto abbandonai la fotografia per dedicarmi solo al cinema.

Parlaci di “Amal”.
“Amal” è un uomo arabo a cui la guerra ha portato via tutto, casa ed affetti. Rimasto solo decide di vivere ai margini del villaggio all’interno della sua vecchia automobile che ha trasformato in una vera e propria abitazione. L’unico suo obiettivo è quello di riuscire ad andare via da lì, cercare altrove pace e serenità. Per questo motivo trascorre le sue giornate cercando di aggiustare il vecchio rottame nella speranza, un giorno, di rimetterlo in moto.

Il ricordo della guerra tormenta le sue giornate ed i suoi sogni, accentuando il senso di colpa per la perdita della donna amata. Proprio la figura della donna sarà essenziale all’interno della storia. Con le sue continue apparizioni indicherà ad Amal la vera via da percorrere per la libertà. Se lasciare tutto e partire sembra la strada più facile per la felicità, presto l’uomo scoprirà, invece, che il vero viaggio da compiere è dentro sé stesso. Solo dopo essersi riconciliato con la propria coscienza potrà sperare di trovare una vita più serena e tranquilla.  “Amal” è un progetto che nasce precisamente un anno fa, scritto da me, Luisa Gigliotti e Antonio Buscema. La regia la cureremo io e Antonio, dal momento che siamo colleghi da diverso tempo. Sarà prodotto da Open Fields production ed è ufficialmente supportato da UNICEF Comitato provinciale di Lucca. È sicuramente un progetto ambizioso e anche internazionale, dal momento che il nostro obiettivo è quello di girarlo in lingua araba sottotitolato.

Come è nata l’idea di un cortometraggio che faccia riflettere con un messaggio così profondo?

 “Amal” è un cortometraggio che nasce dalla necessità di raccontare qualcosa di vero, di reale, di umano. Si tratta sicuramente di una storia che fa riflettere. Il nostro intento è essenzialmente quello di offrire un messaggio profondo quanto ambizioso. Non è una classica riflessione sulla guerra, ma più che altro un viaggio all’interno della fragilità dell’animo umano, tra le debolezze, le difficoltà, le disillusioni. Si tratta di raccontare un uomo qualsiasi davanti alla perdita, quella della casa, della sua donna, della pace. La cosa che ci piaceva di più era proprio questa sorta di universalità del messaggio poiché ognuno di noi potrebbe essere Amal.

É una storia senza speranza che ha la pretesa di raccontare la possibilità di ritrovarla.

Perché vi siete rivolti al crowdfunding per finanziare il progetto?

Abbiamo deciso di iniziare una campagna di crowdfunding per recuperare una piccola somma di denaro per alcune figure tecniche fondamentali per il cortometraggio. Anche per avere un appiglio maggiore ai bandi nazionali ed internazionali.

Quali sono i fattori principali per una campagna crowdfunding di successo?
Secondo noi sono molti i fattori. I principali sono questi:

– Per prima cosa la campagna va studiata a tavolino in ogni minimo dettaglio.
– Bisogna dare un’identità grafica al progetto. Creando un video accattivante per il pubblico.
– Organizzare alcuni eventi per promuovere o lanciare la campagna, questa è una cosa che ci ha aiutato molto.
– Coinvolgere più persone possibili nel team: grafici, videomaker, fumettisti (per creare alcune tavole rappresentative del progetto), compositori, media social manager.

Perché hai scelto Kickstarter come piattaforma?
Come dicevo prima il progetto è internazionale ed è proprio questo il motivo per cui ci siamo affidati a Kickstarter. Volevamo raggiungere più gente possibile con la nostra campagna. Ci siamo riusciti, poiché abbiamo ricevuto diverse donazioni da qualsiasi parte del mondo. Ovviamente però abbiamo dovuto realizzare la nostra campagna interamente in lingua inglese.

Cosa hai provato quando hai chiuso la tua campagna con successo?
All’inizio della campagna eravamo un po’ scettici. Però quando abbiamo raggiunto il goal con 4 giorni di anticipo è stata una vera soddisfazione e ci siamo risentiti veramente appagati dopo il duro lavoro che abbiamo fatto.

Ti rivolgerai ancora al crowdfunding in futuro?
Non è un meccanismo che mi entusiasma molto, poiché c’è tantissimo lavoro dietro e soprattutto perché ancora in Italia non funziona moltissimo. Quindi in un futuro, se potrò evitarlo, ne farò a meno.

Che consiglio potresti dare a chi decide di finanziare il proprio progetto con il crowdfunding?
Il consiglio che posso dare è quello di creare, per prima cosa, un progetto valido non solo per se stessi ma anche per il pubblico e inoltre STUDIARE LA CAMPAGNA NEI MINIMI DETTAGLI. Quest’ultima è una cosa fondamentale

Qual è il tuo pensiero sul crowdfunding?
Il crowdfunding è un meccanismo tanto utile quanto difficile, perché bisogna colpire il pubblico sin dall’inizio. Penso che il crowdfunding, soprattutto in Italia, deve essere valorizzato al massimo anche dalle istituzioni magari. Si potrebbero organizzare eventi, fiere, dove ognuno è libero di portare il proprio progetto e cercare i finanziatori. Quindi invito chiunque ad appoggiare le campagne di crowdfunding come mezzo di investimento perché, fondamentalmente, il crowdfunding è questo!
Matteo e i suoi collaboratori si sono rivolti al crowdfunding per realizzare il loro cortometraggio, con molto lavoro e moltissima preparazione ci sono riusciti!

Ci complimentiamo con loro, con la speranza di poter vedere tante altre loro opere in futuro, cogliamo l’occasione per ringraziarli per la disponibilità ed augurargli buona fortuna.

Speriamo che questo progetto ti abbia appassionato quanto ha appassionato noi

A presto!

#falloconlafolla

 

 

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