Due Chiacchiere con “Casa Oz”

In questo articolo vogliamo parlare di un progetto, che ci ha colpito molto emotivamente.
Si tratta di un progetto cinematografico: “UN FILM SULLA STRADA DI OZ”, un film che nasce per cercare di sensibilizzare la comunità verso un tema molto delicato, le malattie infantili.
Per finanziarsi si è rivolto al crowdfunding attraverso la piattaforma Eppela ponendosi come obiettivo 10.000€, e grazie a 71 sostenitori e al supporto di “Risorse della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT“questo obiettivo è stato anche superato!
Una campagna lanciata da “Casa Oz”, una casa di Torino posta molto vicino all’Ospedale infantile Regina Margherita, un luogo di accoglienza per i bambini e i giovani che affrontano la malattia, e le loro famiglie.

Abbiamo incontrato ed intervistato Silvia Collazuol referente del settore Comunicazione e Fundraising di Casa Oz, per conoscerla meglio, chiedergli cosa pensa del crowdfunding e capire cosa c’è dietro a una campagna di successo.

Ciao Silvia, parlaci di CasaOz e del lavoro che fate per i bambini e le loro famiglie
CasaOz è una casa, nata a Torino nel 2007 nelle immediate vicinanze all’Ospedale Infantile Regina Margherita da un’idea e dalla passione di alcuni amici. E’ un luogo di accoglienza per i bambini e i giovani che affrontano la malattia, e le loro famiglie, una casa vera e propria dove ritrovare la dimensione domestica perduta. Ambienti, arredamento, relazioni, attività sono pensati per ritrovare una quotidianità che cura.
In questi primi 10 anni di attività circa 2.000 persone da oltre 40 paesi nel mondo sono state aiutate da CasaOz, secondo modalità che nel tempo si sono ampliate
A CasaOz ogni bambino malato può giocare, imparare, fare i compiti sostenuto da educatori professionali e volontari per ritrovare una quotidianità che cura. Inoltre CasaOz è davvero un luogo di sostegno concreto alle famiglie. Chi assiste il proprio bambino in ospedale può fare una doccia, mangiare, riposare e prendere un caffè in compagnia, chi viene da lontano trova ospitalità nelle ResidenzeOz

Com’è nata l’idea di produrre un film?
A CasaOz si incontrano vite e storie, domande e risposte. La produzione del film su CasaOz è iniziata nel 2009 quando abbiamo conosciuto Alessandro Avataneo, un giovane regista che ci ha proposto di raccontare da vicino la vita di cinque bambini colpiti da gravi malattie e delle loro famiglie, e, attraverso il oro occhi e la loro esperienza, raccontare anche un po’ la casa.
Alessandro ha potuto entrare in contatto con le famiglie dei piccoli protagonisti, per seguirne la vita quotidiana da vicino, arrivando a installare delle piccole telecamere addosso ai bambini disabili, per dare la possibilità agli spettatori di vedere il mondo attraverso i loro occhi. E dopo sei anni di lavoro ora abbiamo finalmente “il Grande Oz, una storia di supereroi”.
Come ha spiegato Enrica Baricco, la Presidente di CasaOz, “ Il film è una metafora del viaggio e della vita, ė la ricerca della normalità per un mondo come dovrebbe essere. Riteniamo che il cinema sia il mezzo ideale per diffondere le storie, consentendo anche a chi soffre di non sentirsi solo, perché altri prima di lui hanno affrontato simili difficoltà e ce l’hanno fatta; questo dà una speranza.”

Quali difficoltà avete trovate nella realizzazione del progetto?
La difficoltà principale è stata trovare dei finanziamenti per la realizzazione del progetto, finanziamenti che non sono arrivati. Quindi il film è stato completamente autoprodotto da Alessandro Avataneo, che ringraziamo di cuore per il suo impegno. La prima stesura del film è stata presentata nella sezione fuori concorso del 32° Torino Film Festival, con buon riscontro sia di pubblico che di critica.

Perché ti sei rivolto al crowdfunding per finanziare il tuo progetto?
Proprio per raccogliere i fondi per ultimare e perfezionare il prodotto per veicolarlo con finalità educative all’interno delle scuole e per sensibilizzare la società civile sul tema della malattia infantile, attraverso la produzione di 1.000 DVD in concomitanza del 10° anniversario di CasaOz nel 2017.

Quali sono i fattori principali per una campagna crowdfunding di successo?
Avere un progetto chiaro e concreto negli obiettivi e nelle modalità di realizzazione, e di impatto sulla comunità. Raccontarlo con passione facendo capire che tutti possono diventare attori protagonisti del progetto attraverso la piattaforma di crowdfunding, ma non solo. È importante che il progetto continui a vivere grazie anche al coinvolgimento di tutti coloro che lo hanno sostenuto. Di fatto il crowdfunding permette di creare una comunità con cui condividere gli sviluppi del progetto.
Per questo è importante avere un team, anche piccolo, ma dedicato alla campagna.

Cosa avete provato alla chiusura della campagna quando avete capito che grazie ai sostenitori il vostro progetto prenderà vita?
Quando abbiamo visto che il nostro progetto “Un film sulla strada di Oz” abbiamo avuto una grandissima soddisfazione. Per noi si è trattato della prima esperienza di crowdfunding e, come per tutte le prime volte, temevamo di non essere all’altezza della nuova sfida. Siamo riusciti a raggiungere un risalutato fantastico grazie alle famiglie e ai volontari di CasaOz, e ai tantissimi altri amici che ci hanno supportato e si sono fatti a loro volta promotori del progetto. Ora il nostro impegno continua per raggiungere l’obiettivo ultimo della campagna: veicolare il film con finalità educative all’interno delle scuole e sensibilizzare la società civile sul tema della malattia infantile, offrendo uno stimolo per rimettere nel giusto ordine le priorità della vita.

Come avete conosciuto il crowdfunding? Vi rivolgerete ancora al crowdfunding in futuro?
L’opportunità di avvicinarci al crowdfunding ci è stata offerta dall’iniziativa +Risorse della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT che ci ha fatto conoscere la piattaforma Eppela. Quanto al futuro, sì, pensiamo di utilizzare ancora il crowdfunding, anche se abbiamo capito da questa prima esperienza che bisogna essere preparati per poter preparare e seguire le campagne con molta professionalità. All’interno della nostra equipe stiamo lavorando per crescere professionalmente anche in questa direzione.

Che consiglio potresti dare a chi decide di finanziare il proprio progetto con il crowdfunding?
Mettere in evidenza il valore aggiunto del progetto per la comunità e raccontarlo in modo chiaro e spontaneo. Preparare con cura tutto il percorso della campagna e individuare le risorse umane che la seguiranno. Serve tanta passione e tenacia. Bisogna crederci!

Quale il vostro pensiero sul crowdfunding?
È uno strumento nuovo che noi conosciamo ancora poco, ma che ci ha fatto intuire le potenzialità: l’uso di canali e modalità diverse da quelle abituali, quindi con possibilità di raggiungere un pubblico più ampio; l’opportunità di creare una comunità di riferimento (e non un pubblico generico) con cui iniziare un percorso; l’immediatezza nel rapporto con i sostenitori.

 

Casa Oz si è rivolta al crowdfunding per ultimare un progetto che portava avanti da anni.

Grazie ad un grande lavoro di coinvolgimento, alla community formata attorno al progetto ed a un team dedicato alla campagna ha concluso la sua campagna di crowdfunding con successo.

Cogliamo l’occasione per ringraziarli, augurargli buona fortuna e complimentarci per il grande e splendido lavoro che portano avanti ogni giorno da 10 anni.

Ti consiglio di visitare il loro sito e la loro struttura per cominciare a conoscere la loro fantastica realtà.

Speriamo che questo progetto ti abbia appassionato ed incuriosito quanto ha appassionato noi.

A presto!

#falloconlafolla

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *