Due chiacchiere con “Becue”

Hai mai notato che le racchette da tennis nel corso degli anni sono passate dal legno a materiali più leggeri come il carbonio ed affini, mentre le stecche da biliardo non hanno ancora fatto questo upgrade?

Sicuramente i due trentacinquenni, Alessandro Bressan e Michele Carniel ci hanno fatto caso e insieme hanno deciso di contribuire all’evoluzione di questo affascinate sport creando: Becue una stecca da biliardo che pur essendo interamente fatta da fibre composite, riesce ad essere estremamente performante e spesso superiore al top delle stecche presenti sul mercato.
Per dare vita a questo progetto si sono rivolti al crowdfunding attraverso la piattaforma Kickstarter, con l’intento di raccogliere 20’000 € e con il supporto di 39 bakers sono riusciti a raccogliere anche 725 € in più.

Abbiamo incontrato ed intervistato Alessandro Bressan uno dei due founder, per approfondire questa realtà, per chiedergli cosa pensa del crowdfunding e capire cosa c’è dietro a una campagna di successo.

Come ti chiami?
Alessandro

Quanti anni hai?
Entrambi abbiamo 35 anni

Come è nata la tua passione per il biliardo?
Per caso, entrando un pomeriggio di 20 anni fa in una sala da biliardo, dovevo stare 5 minuti e sono ancora li… Il biliardo, quello professionale, oltre al divertimento è uno sport che ti cattura, fatto di duri allenamenti sul tavolo per cercare di migliorare. Ogni giorno c’è qualcosa da imparare, un tiro da poter migliorare. Quello che più mi affascina del biliardo è la varietà di persone con cui ti puoi trovare a giocare. E’ necessario, per i non addetti ai lavori, uscire dalla concezione che le sale da biliardo siano una sorta di bische mal frequentate. Sono posti di aggregazione dove molto spesso non vola una mosca perché sono tutti impegnati e concentrati sul panno verde.

Qual’ è il tuo ruolo all’interno del progetto?
Sono socio e cofondatore dell’azienda. Mi occupo principalmente della parte commerciale, mentre l’altro socio Michele è concentrato sulla parte tecnica. Le ingerenze reciproche sono tuttavia all’ordine del giorno, oltre ad essere soci siamo amici di lunga data per cui le decisioni sono sempre prese da entrambi.

Come è nata l’idea di far nascere “Becue”?
Michele voleva progettare per se una stecca da biliardo in legno e carbonio, me ne ha parlato e gli ho detto che per me era una cavolata pazzesca… ma ci si poteva lavorare, e così abbiamo fatto. Da quel giorno di 6 anni fa (quando ne abbiamo parlato la prima volta), sono cambiate molte cose, soprattutto sul prodotto che è interamente fatto da fibre composite, senza quindi l’utilizzo del legno, e anche la stecca di per se è davvero molto diversa dal primo prototipo.

Parlaci di “Becue”
Becue ha un obbiettivo semplice ma molto ambizioso: rivoluzionare il mondo del biliardo.
In un mondo in cui le racchette da tennis, gli sci, e moltissime altre attrezzature sportive sono diventate da legno a carbonio piuttosto che fibre composite di varia natura, con innumerevoli benefici per l’utilizzatore finale sia a livello di performance che di comfort, Becue si pone l’obiettivo di applicare la tecnica alle attrezzature per il biliardo. Intendiamoci, le stecche da biliardo in fibre composite non sono una novità assoluta nel mondo del biliardo, ma non hanno mai attecchito se non in alcune specialità particolari. Il motivo? Non sono performanti come le stecche di legno, non hanno lo stesso appeal estetico. Noi abbiamo creato, grazie a durissimi anni di ricerca, un prodotto estremamente performante, paritetico e spesso superiore al top delle stecche presenti sul mercato, con un design ricercato e accattivante. Abbiamo depositato due brevetti che sono il frutto di questi anni di ricerca e racchiudono la tecnologia che permette ai nostri prodotti di essere così performanti.

Perché ti sei rivolto al crowdfunding per finanziare il tuo progetto?
Abbiamo “perso” un anno alla ricerca di fondi e contributi invano. Oltre all’enorme burocrazia nel presentare le domande, ogni volta c’era qualcosa che non andava, o non eravamo idonei per la tipologia di prodotto o molto spesso i fondi erano terminati o peggio ancora sospesi a data da destinarsi.  Quindi abbiamo deciso, per la gioia delle nostre mogli…, di investire tutto di tasca nostra, prendendoci un rischio importante ma con la possibilità di uscire in tempi rapidi da uno stallo che durante le fasi di sviluppo è deleterio. Il crowdfunding è la continuazione di questa filosofia. Chi meglio dell’utilizzatore finale può credere in un prodotto innovativo e tecnologicamente avanzato? E’ stato un modo per raccontare al mondo cosa facevamo e come. Questo ci ha permesso, oltre alla possibilità di finanziare il progetto attraverso l’investimento da parte della clientela stessa, di capire immediatamente come avrebbe risposto il mercato potenziale.

Quali sono i fattori principali per una campagna crowdfunding di successo?
E’ essenziale, almeno per la nostra tipologia di prodotto, essere già ad uno stato avanzato di prototipazione. Non è pensabile chiedere un contributo senza sapere se il proprio prodotto funzionerà oppure no. Inoltre è di fondamentale importanza il modo in cui si comunica e si spiega il proprio progetto. La chiarezza nei contenuti e la disponibilità a spiegare nel dettaglio ma con semplicità cosa si sta facendo è la chiave essenziale per il successo della campagna. Portare una campagna al successo non prevede solo gestire la piattaforma scelta ma anche supportarla spingendola su tutti i social e canali idonei.  Inoltre, ma questo è un consiglio che spero sia superfluo, onestà assoluta in quello che si comunica e si descrive del proprio progetto. E’ inutile raccontare cose che non si possono realizzare o nascondere dei limiti, qualora ce ne fossero, del proprio prodotto. Questo potrebbe essere un tremendo bumerang una volta terminata la campagna.

Perché hai scelto Kickstarter come piattaforma?
Per due motivi, il nostro mercato di riferimento è l’estero, gli Stati Uniti in particolare, il 90% della nostra produzione è destinata a questo mercato e in secondo luogo per il bacino d’utenza che ha questa piattaforma. Non è facile spingere un progetto fino al successo e se è possibile raccogliere delle adesioni anche “per caso” perché all’interno di un così grande bacino d’utenza ci sono già degli utenti sensibili all’idea che stai sviluppando, beh questo sicuramente è un vantaggio.

Cosa hai provato quando hai realizzato che la campagna ha avuto successo?
E’ stata una grandissima soddisfazione, l’aspetto economico paradossalmente è passato in secondo piano perché il vero successo è stato entrare in contatto con i clienti finali, capire che quello che stavamo facendo aveva un riscontro oggettivo nel mercato, c’era interesse, curiosità e in molti casi supporto. Abbiamo ricevuto donazioni da ogni angolo del mondo e spesso non abbiamo trovato solo dei clienti ma dei veri e propri sostenitori, amici, che hanno dato un contributo fondamentale non solo dal punto di vista economico ma anche supportando la campagna sui social, sui forum o semplicemente dandoci dei consigli.

Ti rivolgeresti ancora al crowdfunding in futuro?
Non è escluso. Nonostante la fatica sia enorme nella presentazione del progetto e durante tutta la sua durata (se un progetto sta andando bene e raccogliendo interesse, oltre a pubblicizzarlo, vi ritroverete a rispondere a centinaia di mail d’informazioni). Nonostante lo sforzo richiesto, ripeto, l’esperienza è stata assolutamente positiva per cui non lo escludiamo in futuro.

Che consiglio potresti dare a chi decide di finanziare il proprio progetto con il crowdfunding?
Impegnarsi nel costruire una vetrina d’eccellenza sulla piattaforma scelta. E’ meglio attendere qualche settimana o mese in più ma produrre dei contenuti accattivanti e chiari. Consiglio l’utilizzo di un video emozionale e “cool” per esporre il progetto, senza scendere troppo nei tecnicismi qualora che ne fosse bisogno si possono spiegare nella parte descrittiva del progetto. Lavorate per immagini, video, gift, utilizzate l’audio ma dandoci un’importanza relativa, la maggior parte dei contenuti web sono fruiti senza l’utilizzo del supporto audio. Il capo ufficio si arrabbierebbe… E’ una battuta ma è un fatto che i picchi di visite si registrino durante gli orari di lavoro. Affidatevi a dei professionisti, se non lo siete già voi, per la produzione dei contenuti principe. Noi abbiamo realizzato il nostro video in sinergia con un’agenzia di marketing. E’ sicuramente un costo ma sarà ripagato. Inoltre alimentate la vostra campagna di crowdfunding, così come il vostro progetto, con l’entusiasmo. L’entusiasmo è contagioso.

Qual’è il tuo pensiero sul crowdfunding?
E’ uno strumento fantastico di finanziamento e permette di poter aprire la propria azienda al mercato e al mondo. Il bacino di clienti potenziali è composto dal web intero, quindi praticamente illimitato, se una campagna è ben gestita permette non solo di finanziare il progetto ma di creare lo zoccolo duro di clientela che nel tempo continuerà a seguirti, supportarti. Il crowdfunding materializza in un istante la concezione di mercato globale e non solo, di mondo globale aggiungerei, fatto di persone che in ogni angolo del pianeta condividono le tue stesse passioni, sogni, paure.
La parola crowdfunding evoca, come giusto che sia, concetti puramente finanziari ma, se ben interpretato ed utilizzato, può aprire le porte ad un’esperienza umana straordinaria.

 

Alessandro e Michele si sono rivolti al crowdfunding per finanziare e lanciare il loro progetto.
Grazie a un ottimo prodotto, al loro entusiasmo ed a un grande lavoro di comunicazione hanno concluso la loro campagna con grandissimo successo!
Cogliamo l’occasione per ringraziarli della disponibilità, salutarli e auguragli buona fortuna.
Ti consigliamo di visitare il sito di Becue official  per cominciare a conoscere questa realtà e magari provare una di queste rivoluzionarie nonché bellissime stecche da biliardo.

Speriamo che questo progetto ti abbia appassionato quanto ha appassionato noi,

A presto!

#falloconlafolla

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