Due chiacchiere con “Plato Design”


In questo articolo vogliamo parlarti di un progetto, che ci ha colpito soprattutto dal punto di vista estetico e del design.
Si tratta di una lampada prodotta da una start up italiana: Plato Design”, un sistema di illuminazione a LED modulare e magnetico. Si possono unire da uno fino a sette moduli attaccando alla corrente solo il primo, creando così composizioni davvero uniche e generando un risultato visivo davvero fine e caratteristico.

“D-TWELVE LAMP”, così si chiama questa straordinaria lampada è stata realizzata anche grazie ad una fantastica campagna di crowdfunding sulla piattaforma Kickstarter.
Una campagna lanciata prefissandosi come obiettivo €15.000, obiettivo che con il supporto di 90 backers è stato addirittura superato di circa  €5.000… Un risultato splendido!

Abbiamo incontrato ed intervistato Alessandro Mattei e Caterina Naglieri di Plato design per conoscerli meglio e chiedergli cosa pensano del crowdfunding per capire cosa c’è dietro a una campagna di successo.

Ciao, quanti anni avete?
Plato Design ha 2 anni, i suoi fondatori 36 e 34.

Qual è il vostro ruolo all’interno del progetto?
Ci siamo occupati sia del design che della produzione.

Come è nata l’idea di far nascere “D-TWELVE LAMP”?
E’ nata nel 2014 mentre eravamo entrambi all’estero per motivi di lavoro. Abbiamo sviluppato il progetto in prima fase in occasione della partecipazione ad un concorso di design polacco, dopo un anno abbiamo portato avanti il business plan. Con questo siamo andati a chiedere un finanziamento alla Regione, che ce lo ha concesso, e poi abbiamo pensato di tentare la via del crowdfunding.

Parlateci di “D-TWELVE LAMP”
È un sistema di illuminazione a LED modulare e magnetico. Si possono unire da uno fino a sette moduli attaccando alla corrente solo il primo. Gli altri, quando attaccati a questo, ricevono la corrente e si accendono grazie ai magneti presenti sui lati. È un prodotto altamente personalizzabile poiché si possono comporre forme diverse e ruotare ogni modulo per direzionare la luce dove si desidera.

Perché vi siete rivolti al crowdfunding per finanziare il progetto?
Ci sono motivazioni differenti che ci hanno spinto nella direzione del crowdfunding. La prima è che avevamo bisogno di fondi per sviluppare il prodotto, la seconda è che volevamo testare il mercato e capire se il nostro progetto poteva suscitare interesse tra il pubblico, la terza è che volevamo farci conoscere su scala internazionale, e una piattaforma come Kickstarter è l’ideale in questo senso.

Quali sono i fattori principali per una campagna crowdfunding di successo?
Avere un progetto di qualità è la conditio sine qua non di una campagna di successo, poi c’è il lavoro sulla comunicazione.

Perché avete scelto Kickstarter come piattaforma?
Kickstarter è la piattaforma più conosciuta e con più visitatori e ben si adattava al nostro prodotto con la sua tecnologia innovativa.

Cosa avete provato quando avete realizzato che la campagna ha avuto successo?
Abbiamo pensato che da quel momento avremmo dovuto davvero avviare la catena di produzione!

Vi rivolgereste ancora al crowdfunding in futuro?
Sì, stiamo già progettando qualcosa.

Che consiglio potreste dare a chi decide di finanziare il proprio progetto con il crowdfunding?
Consigliamo di rivolgersi al crowdfunding solo se si ha un progetto/prodotto davvero di qualità.

Qual è il vostro pensiero sul crowdfunding?
È una grande opportunità dell’epoca del web, impensabile per i nostri predecessori.

Alessandro e Caterina si sono rivolti al crowdfunding per realizzare il loro progetto, dedicando molto impegno al lavoro di comunicazione e soprattutto grazie ad un progetto davvero valido hanno chiuso la loro campagna in overfunding! Gli facciamo i nostri complimenti e i nostri più sentiti auguri.

Cogliamo l’occasione per ringraziarli nuovamente per la loro disponibilità e ti invitiamo a seguire la pagina Facebook  e a visitare il sito per conoscere la loro realtà

A presto!

#falloconlafolla

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