Due chiacciere con “Shike”

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In questo articolo parleremo di bike sharing, in particolare dell’ultima evoluzione di questo metodo eccezionale di utilizzare la bici, quello senza stazioni fisse. Attraverso delle app dedicate chiunque, dopo essersi registrato, può trovare le biciclette sparse per la città utilizzarle e lasciarle ovunque senza l’obbligo di ripotarle presso un luogo specifico.
Molti sono gli attori che operano in questo settore in enorme espansione, noi vogliamo parlarti di “Shike”,una start up del tutto italiana che per finanziare questo progetto si è rivolta al crowdfunding, lanciando la propria campagna sulla piattaforma Eppela con l’obiettivo di raggiungere 5.000 € da utilizzare principalmente per l’acquisto di 50 bici e per strutturare una campagna di marketing. Dopo poco più di un mese grazie al supporto di Nastro azzurro crowd e di 71 sostenitori la raccolta fondi si è conclusa con successo.

Abbiamo incontrato ed intervistato il ventiseienne Andrea Tommei Founder e Ceo di Mug Studio la realtà che ha dato vita a questo progetto, per conoscerlo meglio, chiedergli cosa pensa del crowdfunding e capire cosa c’è dietro a una campagna di successo.

Ciao Andrea qual è il tuo ruolo all’interno del progetto?
Founder e CEO, mi occupo quindi della parte economica e di marketing

Come è nata l’idea di far nascere “SHIKE”?
L’idea come quasi tutte le idee innovative di quest’ultimo periodo, nasce da un’esigenza. Sia io che il mio socio, studiavamo in due città con un sistema di bike sharing tradizionale, ovvero con stazioni fisse. Durante gli anni dei nostri studi ci siamo resi conto degli enormi problemi che presentano questi tipi di bike sharing, problemi che influiscono enormemente sugli utilizzi del servizio stesso. Una volta finiti gli studi ci siamo messi a pensare come un problema di questo tipo fosse risolvibile, e così è nato “Shike”.

Parlaci di “SHIKE”
“Shike” è un servizio di bike sharing free floating, ovvero senza stazioni. In Italia questo tipo di servizio è balzato all’onore della cronaca recentemente perché sono sbarcati nel nostro paese i due operatori più grandi dell’intero mercato, Ofo e Mobike, entrambi cinesi. Il funzionamento del servizio è molto semplice: si scarica un’app, si crea un account personale inserendo nome, cognome, mail e un metodo di pagamento, si controlla nella mappa dell’applicazione la bicicletta più vicina e una volta giunti davanti alla bici, con un semplice click sul telefono, si sblocca la bicicletta. Da quel momento parte la corsa del cliente, che può pedalare e parcheggiare la bici, sempre rispettando le norme del codice della strada, il più vicino possibile alla propria destinazione, chiudendo manualmente il lucchetto. Da quel momento la corsa può considerarsi conclusa e arriverà sul cellulare del cliente, l’importo speso per la sua corsa.

Perché ti sei rivolto al crowdfunding per finanziare il tuo progetto?
Ci siamo rivolti al crowdfunding soprattutto perché in questo periodo di grande innovazione risulta un buon metodo non solo per raccogliere soldi, ma anche per farsi un po’ di pubblicità.

Quali sono i fattori principali per una campagna crowdfunding di successo?
I fattori per una campagna di successo sono programmare la campagna nei minimi particolari, per esempio creando una forte aspettativa nella propria community e continuando a organizzare eventi o interviste durante tutto il periodo della campagna.

 Perché hai scelto Eppela come piattaforma?
Abbiamo scelto Eppela poiché è una piattaforma totalmente italiana ed essendo il nostro obiettivo partire ed espander ci in Italia, ci sembrava la piattaforma più giusta per ottenere il risultato sperato.

 Cosa hai provato quando hai realizzato che la campagna ha avuto successo?
Già dai giorni precedenti al successo eravamo molto felici, poiché il nostro traguardo era raggiungere la metà della cifra prestabilita, dato che essendo stato scelto inizialmente da Nastro Azzurro come progetto sponsorizzato, la restante parte ce l’avrebbero messa loro. Siamo inoltre molto contenti di vedere che nonostante sia già stato raggiunto il traguardo, la gente continui a donare.

Ti rivolgeresti ancora al crowdfunding in futuro?
Probabilmente ci rivolgeremo ancora al crowdfunding, ma non a quello reward based, ma all’equity crowdfunding. Essendo infatti il nostro progetto molto dispendioso per quanto riguarda le risorse monetarie, avremo probabilmente bisogno di un diverso innesto di denaro.

Che consiglio potresti dare a chi decide di finanziare il proprio progetto con il crowdfunding?
Consiglio di capire bene a quale tipo di piattaforma rivolgersi, anche a seconda delle necessità che si hanno. E in secondo luogo consiglio di preparare una bozza di quella che sarà poi la scaletta delle azioni durante la campagna.

Qual’è il tuo pensiero sul crowdfunding?
Penso sia un utilissimo modo di vedere realizzate idee e progetti che in sua assenza magari non sarebbero neanche mai esistiti.

Shike creando una forte community, grazie a molti eventi ed interviste e programmando tutto nei minimi particolari è riuscita a concludere la sua campagna di crowdfunding con successo.

Gli facciamo i nostri complimenti e i nostri più sentiti auguri.
Cogliamo l’occasione per ringraziare nuovamente per la disponibilità e ti invitiamo a visitare il sito  Shike  per conoscere la loro realtà.

A presto!

#falloconlafolla

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