Due chiacchiere con “Dado”

Come tutti sappiamo l’aria che respiriamo è sempre più inquinata, vogliamo raccontarti di un progetto davvero utile per purificare l’aria, perlomeno all’interno delle nostre case.

Stiamo parlando di “Dado”, un purificatore progettato per migliorare la qualità dell’aria. La tecnologia all’interno è in grado di filtrare inquinanti ambientali indoor.
Per poter finanziare questo progetto NextMaterials, spin-off del Consorzio INSTM, si è rivolta al crowdfunding attraverso la piattaforma italiana Eppela fissando un traguardo di 10.000€, traguardo che grazie al supporto di Postapay crowd e di 63 sostenitori è stato raggiunto e superato!

Abbiamo incontrato ed intervistato il Prof. Alberto Cigada, founder di NextMaterials  (spin-off del Consorzio INSTM), Presidente del Consiglio Scientifico del Cluster Nazionale “Made in Italy”, Responsabile per l’Innovazione del Consorzio INSTM, già Presidente della Associazione Italiana di Ingegneria dei Materiali (AIMAT), della Società Italiana Biomateriali (SIB) e già Direttore del Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica del Politecnico di Milano e Daniela Canoro, giornalista Professionista, Docente a Contratto in Comunicazione pubblica Online presso l’Università Cattolica, esperta in marketing e comunicazione. Fondatrice dell’ufficio stampa  c/o NextMaterials e del marchio di prodotti di design NextMade. Per saperne di più e chiedergli cosa pensano del crowdfunding e per capire cosa c’è dietro a una campagna di successo

Ciao, parlateci di NextMaterials
I soci di NextMaterials sono tre professori universitari, ma lo spin-off opera in un Laboratorio di Ricerca congiunto con il Politecnico di Milano, in stretta collaborazione con una decina di ricercatori, e si avvale di alcuni professionisti nell’ambito della comunicazione e nel design.

Alberto, qual è il tuo ruolo all’interno del progetto?
Il ruolo all’interno del progetto è quello di ricerca e sviluppo insieme al resto del Team. In particolare seguo la parte di ricerca e sviluppo e di relazione con le aziende interessate a ingegnerizzare la tecnologia e i prodotti a partire dal prototipo realizzato all’interno dello spin off.

Come è nata l’idea di far nascere “DADO”?
Lo studio dei filtri per la purificazione dell’aria è stato avviato da NextMaterials nel 2012. Nel 2013 è stato realizzato il primo prodotto per il pubblico: il vaso fico d’india in cartone ondulato contenente un filtro antibatterico. Il prodotto ha avuto il riconoscimento ADI DEISGN INDEX ed è stato esposto in Triennale per tutto il mese di ottobre 2013.
Nel 2016 NextMaterials, a seguito di ulteriori sviluppi della tecnologia fotocatalitica, ha progettato il primo prototipo di “Dado” con forma e materiale diversi.
A giugno 2017 è partito il progetto di Crowdfunding con Eppela per trovare i fondi necessari alla certificazione e industrializzazione del prodotto. 
A settembre, infatti, è stata fatta una prima revisione delle componenti meccaniche; e a seguire l’implementazione della tecnologia del filtro.
A novembre è prevista l’implementazione finale del filtro, a conclusione di un progetto di ricerca sviluppato con il Politecnico di Milano, che ci sta dando risultati superiori alle aspettative iniziali e che per il momento dobbiamo tenere riservati per problemi di brevettazione. Quello che possiamo dire è che le prestazioni di “Dado” sono già oggi molto superiori a quelle che aveva all’inizio del progetto.
Terminata questa fase dovremo attivare la richiesta di certificazione con Marchio CE e verrà finalizzato e concluso il progetto grafico.

Parlaci di “DADO”
Dado è un purificatore progettato per migliorare la qualità dell’aria. La tecnologia all’interno è in grado di filtrare inquinanti ambientali indoor.  Durante la campagna di crowfunding abbiamo presentato un modello di semplice conformazione, di piccole dimensioni, leggero. Abbiamo pensato che un’estetica di impronta industriale potesse contribuire a rendere dado un prodotto adatto a tutte le tipologie di ambienti. In questa fase stiamo progettando e rivedendo anche i materiali e la forma esterna.
Il purificatore è stato progettato per migliorare la qualità dell’aria, in primo luogo con l’obiettivo di abbattere la carica batterica negli ambienti indoor, con prestazioni da questo punto di vista che i depuratori oggi in commercio non offrono.
La tecnologia ha inoltre altri vantaggi. Il filtro è in grado di trattenere dall’aria che respiriamo una gran quantità di particolato solido, riducendo di molto il fenomeno dell’intasamento dei filtri tradizionali (fatto che ne rappresenta il maggior limite). Inoltre ossida per fotocatalisi i composti organici volatili (VOC) quali NO, CO, toluene e benzene. L’effetto è paragonabile a quello delle marmitte catalitiche delle automobili moderne e tutti sappiamo quanto questo sia importante e come le catalisi abbia un effetto duraturo nel tempo, senza necessità di sostituzione.

 Daniela, perché vi siete rivolti al crowdfunding per finanziare il progetto?
Oggi il crowfunding ha sempre più importanza come sostegno nello sviluppo dei nuovi progetti, non solo in termini economici ma soprattutto come operazione di marketing. Grazie al crowfunding si è in grado di raggiungere una parte di pubblico, il consumatore finale, e di avere quasi nell’immediato la sua opinione sul prodotto o sul progetto.
Il crowfunding permette una raccolta fondi online condivisa da persone che dimostrano concretamente interesse per il progetto. È anche importante capire fin da subito, a inizio campagna se il progetto è sostenibile.

Quali sono i fattori principali per una campagna crowdfunding di successo?
I principali fattori per una campagna crowfunding di successo sono sicuramente la credibilità, l’utilità del progetto e la sua reale fattibilità e realizzazione. Se un progetto corrisponde alla risoluzione dei bisogni più vicini del consumatore, allora avrà più probabilità di avere un riscontro positivo. Nel nostro caso, il progetto riguarda una delle problematiche più sentite in questo momento: l’inquinamento indoor.

Perché avete scelto Eppela come piattaforma?
Eppela ha un team dedicato sempre presente e attento durante la campagna di crowfunding. Eppela è inoltre supportata da importanti istituzioni come Poste Italiane e Visa che sostengono i progetti più meritevoli per premiare l’innovazione italiana grazie a un cofinanziamento fino al 50% del budget prefissato. NextMaterials è stata supportata dal progetto PostePay Crowd.
I prodotti presentati su Eppela permettono una sorta di test di mercato la cui buona riuscita dipende molto dal risultato e dall’ottenimento del budget e delle risorse necessarie.
Inoltre la piattaforma Eppela ha un servizio di advisoring, un’interfaccia grafica di qualità ed è facilmente fruibile dall’utente.
Eppela come piattaforma italiana poteva essere più vicina alla realtà della nostra community e alle persone che collaborano nel nostro settore.
Abbiamo conosciuto la piattaforma di Eppela attraverso un convegno organizzato dalla Camera di Commercio.

Entrambi, cosa avete provato quando hai realizzato che la campagna ha avuto successo?
Siamo stati molti soddisfatti soprattutto per aver consolidato la fiducia dell’interlocutore, per aver avuto l’opportunità di mettere in campo le nostre risorse e aver condiviso i nostri obiettivi.

Alberto, ti rivolgeresti ancora al crowdfunding in futuro?
Certamente. Il crowfunding può essere sia un punto di partenza per progetti ancora nella prima fase di progettazione sia una parte intermedia che permette di accelerare le fasi di realizzazione.

Daniela, che consiglio potresti dare a chi decide di finanziare il proprio progetto con il crowdfunding?
Il consiglio è quello di raccontare un progetto con maggiore chiarezza e semplicità possibile. Di fare una richiesta coerente con i propri obiettivi: di solito una campagna dura dai 45 giorni ai 60 giorni e abbiamo cercato di fare una selezione del budget necessario alla realizzazione considerando anche i tempi ristretti della campagna. Il nostro progetto, per esempio comprende anche una parte di spese in marketing e promozione necessari per la vendita del nuovo prodotto che non sono state incluse. Siamo nella fase di sviluppo della tecnologia. Abbiamo inserito nella timeline la suddivisione dei costi nel modo più esplicito e trasparente possibile, in modo da rendere partecipe l’utente alla diverse tappe di realizzazione di un prodotto finale: dal suo concept al prototipo fino alla commercializzazione
Credo sia importante presentare il progetto con un video efficace che possa chiarire i temi esposti e soprattutto possano coinvolgere emotivamente l’utente.
Anche per quanto riguarda le ricompense credo sia fondamentale diversificarle per aumentare la possibilità della donazione. Non solo, lasciare anche le ricompense simboliche permette di creare una maggiore fidelizzazione e ampliare il target e la community di riferimento.

Qual è il vostro pensiero sul crowdfunding?
Il crowfunding è prima di tutto relazione. In questa prima esperienza di campagna crowfunding quello che ci ha colpito maggiormente è stata la fidelizzazione di persone che credono nel nostro spin off, nella ricerca e nel valore aggiunto del nostro obiettivo: ovvero di volere trasferire la ricerca al mondo produttivo.

NextMaterials insieme al suo team, si è rivolto al crowdfunding per un supporto, non solo in termini economici ma soprattutto come operazione di marketing. Con molto impegno ci sono riusciti, cogliamo l’occasione per ringraziarli della disponibilità e per salutarli.

Ti consigliamo di visitare il loro sito e cominciare a seguire la pagina Facebook per cominciare a conoscere questa fantastica realtà.

Speriamo che questo progetto ti abbia appassionato quanto ha appassionato noi.

A presto!

#falloconlafolla

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