Due chiacchiere con “Rhevo Cycling Project”

Oggi come oggi si può affermare, senza ombra di dubbio, che la bicicletta è il mezzo più utilizzato.
Molti sono i validi motivi per decidere di utilizzare questo veicolo, la salute, la comodità, l’economia e davvero tanti altri.
Vogliamo parlati di un progetto di crowdfunding presentato sulla piattaforma italiana Eppela che ha riscosso un grande successo raccogliendo 11.618€, grazie al supporto di Postapay crowd e di 74 sostenitori.
Che vede come protagonista proprio la bicicletta, ma non una qualsiasi…
Si tratta di “Rhevo Cycling Project” una bici dotata di un telaio molto particolare, come ci ha spiegato Giorgio Favaretto “responsabile tecnologico” del progetto, che abbiamo incontrato ed intervistato per approfondire questa realtà, per chiedergli cosa pensa del crowdfunding e capire cosa c’è dietro a una campagna di successo.

 

Ciao Giorgio quanti anni hai? 
Ho 26 anni.

Qual è il tuo ruolo all’interno del progetto?
Io sono il CTO, ovvero il “responsabile tecnologico” di Rhevo Cycling Project.

Come è nata l’idea di far nascere “Rhevo Cycling Project”?
Rhevo Cycling Project nasce dalla passione per il ciclismo e da 20 anni di esperienza e agonismo in questo sport.
Diversi viaggi in giro per l’Europa e gli Stati Uniti ci hanno ispirati per creare qualcosa che ancora non esisteva nel mercato al quale ci rivolgiamo, quello delle track-bikes e fixed-gear bikes.

Parlaci di “Rhevo Cycling Project”
Il ciclismo è uno sport in continua evoluzione e noi ci rivolgiamo, per ora,  soprattutto alle specialità Pista e ai Criterium per bici a scatto fisso.
Progettiamo infatti telai per track-bikes e fixed-gear bikes, per chi non lo sapesse, sono biciclette con geometrie più estreme e aerodinamiche, prive di cambio e di impianto frenante che si rivolgono a particolari competizioni svolte in velodromi e circuiti cittadini.
Grazie a studi biomeccanici applicati a elettromiografia degli arti inferiori che ho svolto per redigere la mia tesi di laurea sperimentale in Scienze e Tecniche Avanzate dello Sport, abbiamo progettato un telaio con geometrie in grado di incrementare le prestazioni degli atleti che praticano queste discipline.
Abbiamo voluto portare questa disciplina ad un livello superiore, fornendo un prodotto capace di regalare emozioni vere durante le competizioni in pista o circuito.

Perché ti sei rivolto al crowdfunding per finanziare il tuo progetto?
Ci siamo rivolti al crowdfunding perchè ci è sembrata un’ottima soluzione per finanziare la produzione iniziale del nostro prodotto e per iniziare a commercializzarlo.
Il crowdfunding è un po’ come una prova diretta sul campo e i suoi vantaggi sono che non bisogna passare dai rigidi criteri delle banche per l’erogazione di un finanziamento e se non va a buon fine si può imparare dagli errori commessi senza rimetterci troppo.

Quali sono i fattori principali per una campagna crowdfunding di successo?
Per una campagna crowdfunding di successo, come primo step, è importante avere una buona idea.
Saperla comunicare agli altri, però, è la cosa fondamentale.
La fase di preparazione va da un minimo di 2 mesi ad un massimo di 6/7, ma tutto dipende da cosa si vuole ottenere, da qual’é il goal stabilito e a quale piattaforma crowdfunding ci si rivolge.
A mio avviso si inizia con la creazione di una rete di comunicazione solida attraverso i maggiori canali social media, tramite questo si cominciano a cercare i sostenitori nelle cerchie più strette di amici e conoscenti. Se il lavoro di comunicazione è fatto bene saranno poi gli altri a diffondere il tuo messaggio.
Bisogna utilizzare ogni mezzo o contatto in proprio possesso per arrivare a giornali, media o radio locali.
Bisogna lavorare preventivamente, è questo che fa la differenza.
Prima di avviare la campagna su Eppela abbiamo coinvolto persone direttamente interessate a sostenere il progetto in qualità di sponsor che hanno fornito il loro supporto fin da subito.
Abbiamo instaurato un rapporto di fiducia e loro hanno capito il valore del nostro progetto.

Perché hai scelto eppela come piattaforma?
Abbiamo scelto Eppela perché è una piattaforma molto snella e con questo intendo che è di facile utilizzo per tutti, soprattutto per quelli che si approcciano al crowdfunding per la prima volta.
Hanno uno staff sempre disponibile a risolvere qualsiasi problema tramite mail o telefono.
Noi non abbiamo riscontrato nessun disguido durante la campagna ma anche quando si trattava di semplici aggiornamenti o informazioni, la comunicazione con lo staff di Eppela è stata diretta e amichevole e aspetto da non sottovalutare…in Italiano!

Cosa hai provato quando hai realizzato che la campagna ha avuto successo?
Quando la tua campagna termina con successo non puoi che essere felice e soddisfatto.
Significa che abbiamo fatto un buon lavoro. Non sono mancati gli errori da parte nostra, certo, è stata la nostra prima campagna e anche se abbiamo cercato di affrontarla nel migliore dei modi qualcosa ci è sfuggito, tutto bagaglio per la prossima volta!

Ti rivolgeresti ancora al crowdfunding in futuro?
Assolutamente si, come ho detto Eppela è stato un po’ il trampolino di lancio e grazie a questo abbiamo potuto imparare cose che nemmeno immaginavamo. I prossimi crowdfunding li affronteremo sicuramente con strategie meglio studiate ed evitando alcuni errori e mancanze.

Che consiglio potresti dare a chi decide di finanziare il proprio progetto con il crowdfunding?
Il consiglio che io e il team di Rhevo Cycling Project ci sentiamo di dare a chi decide di intraprendere una campagna crowdfunding è sicuramente quello di non scoraggiarsi se questa non dovesse andare a buon fine. Molte volte non è il prodotto o l’idea a non essere promettente ma , come dicevo prima, potrebbe essere sbagliato il modo di comunicare.
In Italia non c’è molto la cultura del “fallimento” che all’estero è vista come un’opportunità per imparare, quindi ribadisco che il nostro consiglio è quello di non gettare mai la spugna, se si è convinti del proprio progetto bisogna un po’ …perseverare!

Qual è il tuo pensiero sul crowdfunding?
Penso che il crowdfunding sia sottovalutato nel nostro paese, ci sono piattaforme statunitensi che generano numeri stratosferici solo perché la cultura è diversa e “investire” in un progetto è qualcosa di assolutamente normale.
Non abbiamo il culto del rischio e questo ci porta ad essere più titubanti nel fare una donazione, anche se piccola, ad un progetto su una piattaforma crowdfunding.

Giorgio e il suo team grazie ad un’idea buona, ben comunicata e a una fase di preparazione di due mesi ben strutturata sono riusciti a finanziare il loro fantastico progetto.

Cogliamo l’occasione per ringraziarli e augurargli buona fortuna.

Ti invitiamo a visitare il loro sito e a seguire la loro pagina Facebook per approfondire questa realtà.

Speriamo che questo progetto ti abbia appassionato ed incuriosito quanto ha appassionato noi.

A presto!

#falloconlafolla

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