Due chiacchiere con “Rifò”

Hai mai pensato di indossare abiti interamente riciclati?
Non stiamo parlando di abiti usati sia chiaro, ma di materiali riciclati! Vogliamo raccontarti di “Rifò” un progetto imprenditoriale completamente italiano.

Allora, dopo un accurata selezione per colore da parte degli artigiani Riò, gli scarti tessili vengono stracciati e riconvertiti in fibre di lana e trasformati in filati che verranno utilizzati per produrre i capi Rifò.

Per finanziare questo progetto e realizzare la sua prima produzione di accessori il team di Rifò si è rivolto al crowdfunding attraverso la piattaforma Ulule utilizzando la modalità pre-selling.
si erano fissati un obbiettivo di 200 prevendite ma grazie alla grade community che sono riusciti a creare, hanno superato l’obbiettivo del 45%.

Abbiamo incontrato ed intervistato Niccolò Cipriani designer del progetto, per conoscerlo meglio, chiedergli cosa pensa del crowdfunding e capire cosa c’è dietro a una campagna di successo.

 

Ciao Nicolò quanti anni hai?
Ho 27 anni.

Come è nata l’idea di far nascere “Rifò”?
L’idea è nata in Vietnam, dove ho avuto la possibilità di viverci per quasi due anni. Il Vietnam è uno dei centri manifatturieri mondiali e vivendo là mi sono accorto di quanto viene prodotto in più rispetto ai nostri bisogni, soprattutto nel settore dell’abbigliamento. Le strade di Hanoi sono piene di negozi chiamati “made in vietnam” che vendono abbigliamento realizzato in Vietnam per i mercati occidentali, portato in occidente, non venduto in occidente, rimandato in Vietnam per non abbassare i prezzi del mercato occidentale e poi provato a vendere in Vietnam, una volta non venduto finisce in discarica o in un inceneritore. Da lì mi sono informato e mi è venuto in mente che la soluzione era a casa mia, Prato, dove sono nato. A Prato da più di cento anni aziende specializzate sono capaci di trasformare scarti tessili in un nuovo filato che conserva gran parte le proprietà di quello vergine.

Parlaci di “Rifò”
Rifo’ e’ un progetto imprenditoriale pratese dallo sfondo sociale ideato per cogliere l’enorme esperienza e conoscenza della città di Prato nel settore tessile al fine di promuovere un consumo più responsabile e sostenibile, specialmente nel settore dell’abbigliamento.  Rifò è una linea di accessori invernali interamente fatta a Prato e con lana cashmere 100% rigenerata per un consumo responsabile, sostenibile e sociale.
Rifò è  più di un cappellino e una sciarpa, è anche un progetto sociale: si darà la possibilità di destinare 2 euro dell’ordine ad uno dei 3 progetti da noi accuratamente preselezionati a Prato (Fondazione Ami Prato, Fondazione Opera Santa Rita e Legambiente Prato) così da collegare socialmente la produzione al suo territorio (progetto #2loveprato).

Perché ti sei rivolto al crowdfunding per finanziare il tuo progetto?
Perché avevo bisogno di uno strumento per testare il mercare e iniziare a sensibilizzare le persone verso le tematiche della sostenibilità, del made in Italy e dell’impatto sociale.

Quali sono i fattori principali per una campagna crowdfunding di successo?
Sicuramente tanta comunicazione e promozione, specie sui social media come Instagram e Facebook, accompagnata però dalla partecipazione a eventi offline. Specialmente nell’abbigliamento, la gente ha bisogno di vedere e toccare il prodotto altrimenti non crede veramente a quello che viene comunicato.

Perché hai scelto Ulule come piattaforma?
Abbiamo scelto Ulule perché ci dava la possibilità di preparare la nostra campagna in diverse lingue e ci dava visibilità su altri mercati europei che erano il nostro iniziale focus.

Cosa hai provato quando hai realizzato che la campagna ha avuto successo?
Tanto piacere ma allo stesso tempo tanta voglia di fare ancora, la campagna è il trampolino di lancio poi il lavoro continua per consolidarla.

Ti rivolgeresti ancora al crowdfunding in futuro?
Si, assolutamente, è il miglior modo ad oggi per testare il mercato e per coinvolgere persone di differenti paesi.

Che consiglio potresti dare a chi decide di finanziare il proprio progetto con il crowdfunding?
Di seguire attentamente la propria campagna e di adattarla anche in corso a seconda dei feedback che riceve dalle persone, una campagna richiede tanti sforzi di comunicazione e promozione. Non si tratta semplicemente di fare una campagna e poi lasciarla andare, va seguita molto e questo richiede tante energie!

Qual è il tuo pensiero sul crowdfunding?
È un ottimo strumento per incentivare l’imprenditoria giovanile, lo sviluppo di nuovi prodotti e di promuovere progetti sociali.

 

Rifò e il suo team si sono rivolti al crowdfunding per reperire i fondi sufficienti alla realizzazione dei primi capi.

Con molto impegno ci sono riusciti, cogliamo l’occasione per ringraziarli della disponibilità e per salutarli.

Ti consigliamo di visitare Rifò e di visitare la pagina FB per approfondire questa fantastica realtà.

Speriamo che questo progetto ti abbia appassionato quanto ha appassionato noi.

 

A presto!

 

 

 

#falloconlafolla

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