Due chiacchiere con “Taldeg”

 

Ti piace viaggiare? Beh a chi non piace!
Oggi ti parleremo di un progetto molto legato alle esperienze di viaggio, si tratta di “TALDEG” (in bolognese te lo dico). Un app nata con l’intento di far vivere un esperienza completa a i visitatori delle città.

Questo progetto ha preso vita anche grazie a una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Eppela, raccogliendo 5.080€ attraverso 47 sostenitori.Abbiamo incontrato ed intervistato Silvia Rigo co founder di Taldeg per approfondire questa realtà, per chiedergli cosa pensa del crowdfunding e capire cosa c’è dietro a una campagna di successo.

 Come ti chiami?
Silvia Rigo

Quanti anni hai?
30 anni

Qual’ è il tuo ruolo all’interno del progetto?
Ideatrice e co founder insieme a Francesca Fumana e Alice Gnesini di taldeg. All’interno della società mi occupo di direzione delle linee aziendali e di marketing e sviluppo

Come è nata l’idea di far nascere “TALDEG”?
Siamo un gruppo di amiche prima di tutto, neo trentenni bolognesi, chi per nascita, chi per adozione. Negli anni e nei vari viaggi fatti insieme ci siamo accorte che i più memorabili erano quelli nei quali eravamo riuscite, spesso guidate dal caso, ad entrare in contatto con la gente del posto che magari ci mostrava i segreti della città. Non sempre però questo risultava possibile e, soprattutto quando il tempo a disposizione era poco, si correva il rischio di passare tutto il tempo a cercare sul cellulare le esperienze da fare, anziché viverle. Una sera, spinte dal desiderio di riuscire a risolvere queste problematiche e allo stesso tempo valorizzare l’anima più bella e autentica della nostra amata città, ci siamo chieste “E se fosse possibile creare un nuovo concetto di viaggio? Autentico, esperienziale nella vera accezione del termine… se si potesse conoscere l’essenza di un luogo leggendone le sfaccettature con gli occhi di chi lo vive tutti i giorni? Conoscere gli artisti emergenti, i luoghi frequentati dai cittadini… il tutto soggiornando non nelle solite case tristissime e fatte con lo stampino, ma in luoghi di design dove ogni oggetto racconta una storia? Ed ecco da queste elucubrazioni è nato Taldeg. Una “creatura” in continua evoluzione nella quale crediamo fortemente e che amiamo alla follia. Dalle prime fasi ideative la scelta del nome è arrivata come un istinto così naturale da risultare inevitabile. Questa espressione dialettale  così conosciuta e rappresentativa é esattamente l’ emblema di quello che facciamo, l’emblema della bolognesità. E da li volevamo partire.

Parlaci di “TALDEG”
Taldeg offre un’esperienza di viaggio autentica dedicata alla scoperta dell’arte e della cultura bolognese, in tutte le sue declinazioni. Per noi il Viaggio è apprendimento, è arricchirsi di bellezza ed esperienza. Per questo abbiamo creato un servizio dedicato a tutti coloro che non vogliono essere semplici turisti, ma che considerano il viaggio come un vero percorso di crescita e  valorizzazione di ciò che di meraviglioso il nostro paese offre.
Gestiamo appartamenti di stile nei quali ogni oggetto racconta  un pezzo della storia della città e dei suoi personaggi ed è studiato per far immergere il viaggiatore nella tradizione del posto. Non si tratta però di semplici alloggi…  vogliamo che il processo di immersione dei nostri ospiti della cultura della città inizi già tra le mura domestiche. In ogni casa il Viaggiatore può, curiosando un po’, scoprire tutte le storie e gli aneddoti che sono legati alla casa stessa, la sua essenza. Ogni singolo elemento non è li per caso, non è un semplice pezzo di arredo. Crediamo che ogni luogo, ogni oggetto abbia una sorta di anima, un collegamento con chi l’ha vissuto prima di noi. Non stiamo cercando di fare filosofia spicciola ma crediamo però che troppo spesso si osservi con superficialità quello che ci sta intorno, sottovalutandone il vissuto e la bellezza. Così con Taldeg osservando una sedia si scopre che non è solo un aggeggio sul quale sedersi ma nasconde la storia  di Lorenza (la ballerina), guardando il comodino si conosce invece la storia d’amore di Renza e Rico, indugiando su una cassapanca si assaporano i racconti legati a Dante il Giudice e così via. Sempre nell’ottica di creare connessioni, con le storie, le cose, e le persone, abbiamo creato una RETE di collaborazioni che racchiude realtà artistiche, artigianali e imprenditoriali del territorio: offriamo cioè al viaggiatore ciò che rappresenta la parte migliore di un posto. Le opere dei nostri partners arredano gli appartamenti trasformandoli in “spazi espositivi permanenti”. I viaggiatori possono mettersi in contatto con gli artisti e gli artigiani, conoscerne il lavoro e il percorso; i nostri partners, poi,  hanno la possibilità di far apprezzare le loro opere e ampliare i propri contatti. Un circolo virtuoso di conoscenza e passione, l’emblema più bello del concetto di sharing economy.
Forniamo infine ai nostri ospiti una mappatura dei luoghi più significativi e delle attività più rappresentative che la città offre: ristoranti, locali, aziende agricole, mostre e concerti scelti e frequentati dai cittadini. Tutte le informazioni più utili per il viaggiatore, comodamente sul suo cellulare ( presto tramite app). Così il tempo a disposizione viene effettivamente usato per vivere un’esperienza, che sia autentica e di vera conoscenza… senza passare tutto il tempo a disposizione impazzendo in internet cercando le cose da fare o i posti da visitare.
Taldeg, come un amico fidato del posto ,guida i propri ospiti in un percorso esperienziale, fatto di persone, di passione, di lavoro, di storie.

Perché ti sei rivolta al crowdfunding per finanziare il tuo progetto?
Abbiamo deciso di iniziare una campagna di crowdfunding per diversi motivi. Prima di tutto avevamo bisogno di una piccola spinta economica ma non solo; eravamo fortemente convinte che qualsiasi input, fosse economico o in termini di visibilità, dovesse arrivare partendo dalle persone,  lite motiv che unifica tutto ciò che facciamo. Taldeg è passione, è voglia di mettersi in gioco, è credere nel lavoro e nel futuro dei giovani professionisti! Racchiude il desiderio di regalare un pezzo di noi, del nostro lavoro e dei nostri luoghi a tutti i viaggiatori, quelli che vogliono esserlo per davvero, e restituire  anche qualcosa alla città che così tanto ci ha dato e continua a darci. Il nostro progetto è cosí, parla di persone, di vissuti e di chiavi di lettura diverse date dalle connessioni che si creano tra le persone stesse. Quindi da li dovevamo partire. Dovevamo a nostra volta creare con contatto diretto con la gente affinché credesse in noi e in questo modo capisse esattamente di cosa parlava il nostro progetto. E il crowdfunding era lo strumento perfetto per riuscire a fare questo e per farlo nella maniera più efficace.

Quali sono i fattori principali per una campagna crowdfunding di successo?
Convinzione, dedizione, organizzazione e un po’ di sana follia… di quella che ti fa dire “ma si, facciamolo”. Ma d’altronde sono più o meno gli stessi fattori che servono per decidere di fondare una startup J

Perché hai scelto Eppela come piattaforma?
A dire il vero sono loro che hanno scelto noi, e questa è proprio la parte più bella della storia. Deciso di voler provare la strada del crowdfunding abbiamo iniziato a guardarci in giro per capire quale fosse il portale che più faceva al caso nostro. Un giorno abbiamo ricevuto un e mail da parte di un membro dello staff di Eppela. Avevano sentito parlare del nostro progetto, gli era piaciuto, e volevano collaborare con noi. A quell’e mail sono seguite diverse chiamate, abbiamo avuto modo di creare una connessione e uno scambio, reali. Abbiamo quindi capito che una campagna di successo non poteva partire, vista anche la natura del nostro progetto, se non con qualcuno che credeva fortemente in Taldeg. Eppela è riuscita a fare tutto questo (un grazie speciale ad Ombretta, santa subito).

Cosa hai provato quando hai realizzato che la campagna ha avuto successo?
Be, tanta gioia e soddisfazione. Ma oltre che il raggiungimento dell’obbiettivo quello che ci ha reso in assoluto più orgogliose è stato il fatto che questo rappresentava il primo segnale indice del fatto che le persone appoggiavano il nostro progetto, credevano in noi ed erano disposte ad investire, insieme, nella nostra folle avventura. Questa è una di quelle sensazioni che proprio non sono quantificabili.

Ti rivolgeresti ancora al crowdfunding in futuro?
Perché no. Taldeg è in evoluzione quindi per il futuro non è assolutamente da escludersi la possibilità di vagliare altre forme di crowdfunding.

Che consiglio potresti dare a chi decide di finanziare il proprio progetto con il crowdfunding?
Sembrerà banale ma… bisogna crederci fino all’ultimo e non lasciarsi scoraggiare. E’ poi fondamentale pianificare tutto molto bene.  Una campagna dura circa un mese e mezzo e, in apparenza, questo potrebbe sembrare un arco temporale abbastanza ampio ma non è così. Ogni singolo passo durante quel periodo è fondamentale, deve essere strutturato alla perfezione e implica veramente un carico di lavoro notevole. Soprattutto considerando che nel mentre le dinamiche di una società devono essere portate avanti. Durante il crowdfunding poi, ci sono, fisiologicamente, delle fasi alterne… giorni nei quali fioccano donazioni e segnali di incoraggiamento ed altri nei quali nulla si muove. Farsi prendere dal panico è facile. Ma poi, e noi l’abbiamo visto sulla nostra pelle, un lavoro ben fatto e la passione che sta dietro ad un progetto, vengono recepiti dalle persone e tutti gli sforzi e i momenti di scoramento vengono ripagati.

Qual è il tuo pensiero sul crowdfunding?
Il crowdfunding potenzialmente è uno strumento splendido. Dico potenzialmente perché purtroppo in Italia, rispetto ad altri paesi nei quali finanziare anche una realtà societaria con tale mezzo è all’ordine del giorno, ha avuto un’evoluzione relativamente recente. Questo, inizialmente comporta nelle persone una certa diffidenza e tale fattore inevitabilmente rende il tutto un pochino più complesso. Ma poi sta nel team che propone il progetto e nel portale che lo veicola abbattere questi ostacoli ed avvicinare le persone ad un concetto che magari è loro estraneo o quasi. In generale credo ci si stia muovendo assolutamente nella direzione giusta e sono estremamente fiduciosa che a breve in Italia parlare d crowdfunding e utilizzarlo per finanziare progetti, anche legati a startup, diventerà la cosa più naturale del mondo.

 

Il team di Taldeg, grazie a convinzione, dedizione, organizzazione e un po’ di sana follia è riuscito a finanziare il suo progetto.

Cogliamo l’occasione per salutarli e ringraziarli per la disponibilità.
Ti consigliamo di visitare il sito e di seguire la pagina FB per approfondire questa straordinaria realtà
Speriamo che ti abbia appassionato quanto ha appassionato noi.

A presto!

#falloconlafolla!

 

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