Due chiacchiere con “Casa Caos”

 

Stavolta parliamo di musica! Vogliamo parlarti di Gianni e Renato, in arte Casa Caos due artisti che per finanziare la stampa e la pubblicazione del loro primo disco hanno deciso di lanciare una campagna di crowdfunding sulla piattaforma italiana Eppela.

Fissando come obbiettivo 1.400€, il progetto è stato sposato con entusiasmo e grazie a i 74 sostenitori la campagna ha raccolto ben 1.800€.

Abbiamo incontrato ed intervistato proprio Gianni e Renato, i due ragazzi legati da un’amicizia che dura da ormai una decina di anni e fortificata negli ultimi due grazie alla realizzazione del progetto musicale CASA CAOS.

Per conoscerli meglio, chiedergli cosa pensano del crowdfunding e capire cosa c’è dietro una campagna di successo

 

Ciao quanti anni avete?
Renato 26, Gianni 28

Qual’ è il tuo ruolo all’interno del progetto?
Un po’ difficile stabilirlo. Ci abbiamo provato, ma ogni volta non sono stati rispettati. Nel senso che entrambi ci sentiamo un po’ “generatori di idee” e poi insieme le sviluppiamo sulla base di diversi fattori: disponibilità di tempo, di risorse, di capacità, di conoscenze ecc. …ma sempre insieme.

Sicuramente se c’è un ruolo indiscutibile ed evidente è il fatto che Gianni scrive i testi e Renato le musiche dei vari brani.

Ma volendoci provare a darci dei ruoli potremmo dire che Renato si occupa più degli aspetti di strategia, sponsorizzazione e gestione dei social. Gianni invece è un po’ il realizzatore delle cose: cura tutti gli aspetti tecnici che la realizzazione delle idee comporta e si occupa di gestire i contatti con l’esterno (locali, persone necessarie a sviluppare le idee, contatti con l’etichetta)… public relations insomma!

Come è nata l’idea di far nascere “CASA CAOS”?
E’ nata indubbiamente per gioco. Gianni aveva appena pubblicato il suo libro di poesie e micro racconti “La gente non capisce un pazzo” e Renato aveva chiesto di poter accompagnare con la chitarra quelle letture inizialmente organizzate per gli amici. Poi ci abbiamo preso gusto e dal gioco si è passato a qualcosa di più serio…

Parlaci di “CASA CAOS” 
CASA CAOS è un progetto che comincia a prendere forma in maniera del tutto casuale, come dicevamo, nel 2014 e fin dall’inizio la necessità è stata quella di dare, attraverso l’accompagnamento musicale di Renato, un’identità precisa alle poesie e ai micro-racconti, scritti da Gianni.

Attraverso tentativi, esperimenti, cambi di rotta e strade varie, ad oggi possiamo dire che la sensazione è quella di un vero e proprio viaggio tra melodie acustiche dai temi più dolci e sonorità più graffianti e spaziali con testi sognanti e carichi di esperienze personali.

Ma perché CASA CAOS?
CASA CAOS è il nome dato ad un piccolo appartamento di Torino in cui due mix di emozioni si sono scrutati, incontrati e mescolati.

Quel posto in cui si è sentita la spontanea necessità di dare un volto a tutto ci  che chiedeva di venir fuori.

CASA CAOS è un progetto che col tempo è sfuggito di mano fino a portarci alla realizzazione di un primo disco “La prima volta” pensato come un contenitore di emozioni. Un disco che verrà pubblicato tra qualche settimana per Phonarchia Dischi, un’etichetta discografica indipendente toscana.

Perché ti sei rivolto al crowdfunding per finanziare il tuo progetto?
In realtà non è stata così immediata l’idea di un crowdfunding. Dopo aver registrato, mixato e finito il disco grazie al lavoro di amici che hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro competenze in campo musicale, ci siamo chiesti dove poter trovare una cifra che andasse a sostenere i costi di stampa, dal momento che i pochi fondi che avevamo a disposizione erano bastati a stento a ricoprire alcune spese durante la lavorazione del disco.

Inizialmente avevamo pensato di diffondere un appello tra i nostri amici: “acquistateci una copia del disco in anticipo, e noi appena riusciamo a raggiungere la cifra necessaria a stamparlo ve ne restituiremo una tutta vostra!”. Ma capisci che non avrebbe avuto molto successo come strategia! ahahahah!

Quindi abbiamo valutato l’idea di un crowdfunding che permettesse di conservare comunque l’idea di chiedere semplicemente ai nostri amici di supportare il progetto, ma con la possibilità di raggiungere un numero di persone più ampio, mettendo così a disposizione anche una serie di fasce di contributo in cambio di ricompense più disparate.

Insomma, abbiamo osato richiedere una cifra che ci permettesse di coprire le spese di stampa e spese già sostenute, con la trasparenza di non approfittarne e non cercare di guadagnarci qualcosa in più da mettere nelle nostre tasche.

Quali sono i fattori principali per una campagna crowdfunding di successo?
Be, un po’ lo abbiamo già anticipato! La trasparenza. La gente che ci segue e ci ha supportato è gente che non ha abbracciato solo la possibilità di poter stampare il disco e accaparrarsene una copia, ma ha abbracciato e abbraccia l’intero progetto e chi c’è dietro: Gianni e Renato. Due persone.

Crediamo che non bisognerebbe pensare a chi ci segue come un numero a cui offrire un prodotto in cambio di una riconoscenza. L’idea è sempre stata quella di portare in “casa” (appunto!) la gente. Fargli abbracciare il progetto, raccontarsi, sentirsi parte di CASA CAOS che non è solo una serie di brani raccolti in un lavoro finale come un disco.

La gente ci ha raccontato che ha supportato volentieri il crowdfunding perchè lo ha sentito parte di sè! ci sono arrivati messaggi bellissimi di gente che costantemente aggiornava la pagina di Eppela per scriverci “Ce la stiamo facendo!”, “Manca poco!”, “Dai, che si fa!”

Suonerà un po’ banale, ma le cose fatte in maniera “genuina” e con il cuore coinvolgono di più e non rendono un possibile “pubblico” semplicemente un riscontro passivo della tua bravura.

Perché hai scelto Eppela come piattaforma?
In realtà abbiamo valutato un po’ di piattaforme. Alla fine abbiamo optato per Eppela in quanto un nostro amico cantautore aveva già utilizzato questa piattaforma per poter realizzare il suo progetto e abbiamo deciso di provarci anche noi.

Cosa hai provato quando hai realizzato che la campagna ha avuto successo?
E’ stata una sensazione strana. Dentro di noi avevamo un po’ quella sensazione di potercela fare (perchè intorno sentivamo e sentiamo un’energia e un calore bello forte da parte della gente), che non era certezza! (Chi poteva dirlo con certezza?) Ci abbiamo provato e abbiamo capito di farcela quando già a 20 giorni sui 40 previsti dalla campagna di crowdfunding ci eravamo avvicinati di parecchio alla cifra richiesta. Quando una nostra amica ci ha scritto “mancavano 30 euro. volevo essere io a tagliare il traguardo con voi.” da una parte c’è stata la sensazione di voler uscire ad urlare e correre per le vie di Torino, dall’altra una specie di blocco ci ha tenuti inchiodati alle sedie senza parole. Anche perchè il traguardo in pochi giorni non solo era raggiunto, ma cominciava ad essere superato…

Ti rivolgeresti ancora al crowdfunding in futuro?
Bella domanda! Ce lo chiedevamo l’altra sera. Sicuramente ci penseremmo. Ci spaventa l’idea che la gente possa pensare che una volta capito che possiamo farcela, potremmo approfittarcene! Quindi ci preoccuperemo più di gestire quest’aspetto che il come trovare altri soldi in futuro! Non a caso, in questi giorni ci stiamo preoccupando di comunicare che tutti i soldi in più che abbiamo raccolto NON andranno nelle nostre tasche, ma verranno utilizzati per comprare nuova strumentazione per poter far crescere il progetto e restituire, con una strumentazione più grande, un carico di emozioni a chi quotidianamente crede in noi.

Ma per rispondere alla tua domanda, finite le premesse, rispondiamo: probabilmente si.

Che consiglio potresti dare a chi decide di finanziare il proprio progetto con il crowdfunding?
Non pensate ai sostenitori come fossero una cifra, ma coinvolgeteli, fateli sentire protagonisti con voi della causa e non per un tornaconto ma perchè un progetto assume caratteristiche di “sincerità” se la gente non si riduce ad essere spettatore passivo dei tuoi risultati.

Qual è il tuo pensiero sul crowdfunding?
Continuiamo a pensarlo come un modo per poter anticipare il raggiungimento di un obiettivo senza scorciatoie, ma in maniera più efficace. Ci abbiamo creduto nel crowdfunding perché fin dal primo momento lo abbiamo pensato come la possibilità di un pre-order del risultato, piuttosto che un investimento basato sulla fiducia! Anche se poi la fiducia c’entra se si è avuto il coraggio di accaparrarsi la copia di un disco senza averne ascoltato il contenuto! Ma ce la metteremo tutta per non deludere…

 

Gianni e Renato grazie a molto lavoro e a una grande trasparenza sono riusciti a terminare la loro campagna con grande successo.

Cogliamo l’occasione per ringraziarli, salutarli e complimentarci per l’ottimo lavoro svolto.

Ti invitiamo a seguire la loro pagina Facebook per approfondire questa realtà.

Speriamo che questo progetto ti abbia appassionato quanto ha appassionato noi.

 

A presto!

 

#falloconlafolla!

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