Due chiacchiere con “VINNI PIZZA BOX”


Vogliamo parlarti di “Vinny Pizza Box”, una startup che ha inventato e prodotto un contenitore per la pizza a dir poco rivoluzionario, sostituendo così il solito e vecchio cartone e con lui tutte le sue “pecche”, come l’odore e l’effetto adesivo che inevitabilmente lasciava attaccata gran parte della pizza e del suo condimento al contenitore.

Per finanziare questo progetto la startup italiana si è rivolta al crowdfunding, attraverso la piattaforma Eppela ponendosi un obiettivo di € 10,000 e con il sostegno di 79 backers, e il supporto di Nastro azzurro Crowd sono riusciti anche a superarlo di circa mezzo migliaio di euro.

Abbiamo incontrato ed intervistato Mario Menzio  Co-fondatore del progetto , per conoscerlo meglio, chiedergli cosa pensa del crowdfunding e capire cosa c’è dietro a una campagna di successo.

Ciao Mario, quanti anni hai?
Ciao ho 50 anni.

Qual’ è il tuo ruolo all’interno del progetto?
Co-fondatore, Amministratore Unico e Spokeperson

Come è nata l’idea di far nascere “Vinni pizza box”?
L’idea è nata qualche anno fa a un pizzaiolo di Saronno, il quale l’ha proposta a me e al mio socio Jonny Lo Piscopo nel luglio 2015 e, dopo qualche mese di studio e verifica, abbiamo deciso di fondare insieme una  società nel maggio 2016, con cui estendere il brevetto a livello mondiale e sviluppare il  processo di industrializzazione e diffusione sul mercato del prodotto.

Parlaci di “Vinni pizza box”
VINNI PIZZA BOX è un innovativo contenitore per la Pizza d’asporto, che oltre a far arrivare a casa la pizza più buona, più fragrante e più calda, risolve tutti i problemi legati all’uso delle scatole di cartone anche per gli aspetti di salvaguardia della salute e ambientali, in quanto queste contengono spesso sostanze nocive e potenzialmente cancerogene e non sono riciclabili, una volta sporche e usate.

Perché ti sei rivolto al crowdfunding per finanziare il tuo progetto?
In questo caso era un’idea che stavamo già valutando da tempo, in particolare per quanto riguarda l’equity crowdfunding, e quando siamo stati contattati e selezionati dalla piattaforma di reward crowdfunding EPPELA, abbiamo accettato e colto l’occasione, in quanto era anche un modo per testare la risposta del pubblico, prima del lancio definitivo sul mercato di VINNI.
Inoltre la campagna aveva Nastro Azzurro come sponsor e,  dato che l’abbinamento pizza-birra è un matrimonio perfetto, abbiamo apprezzato anche tale opportunità.

Quali sono i fattori principali per una campagna crowdfunding di successo?
Credo che innanzitutto sia importante curare molto bene i contenuti della propria presentazione, soprattutto il video che gioca un ruolo determinante.
Poi, dato che si trattava di un reward crowdfunding, si devono strutturare e definire bene le ricompense previste.

Infine, gioca un ruolo decisivo, la capacità di portare a conoscenza di questa iniziativa il maggior numero possibile di persone. Nel nostro caso, oltre a lavorare con il caro e vecchio “passaparola” tra amici e conoscenti, sempre molto utile ed efficace, abbiamo spinto molto sui nostri canali social e nel coinvolgere i media, per cui dobbiamo ringraziare tutti i giornalisti e le loro testate che hanno dedicato uno o più articoli alla nostra campagna.

Perché hai scelto Eppela come piattaforma?
Come ho detto prima, innanzitutto perché sono stati loro stessi a chiederci se ci faceva piacere partecipare alla selezione di Nastro Azzurro Crowd. Ma soprattutto perché li conoscevamo già e sapevamo che come piattaforma di reward crowdfunding sono la numero uno indiscussa in Italia, come d’altre parte lo dimostrano anche i loro risultati e le altissime percentuali di successo delle loro campagne.

Cosa hai provato quando hai realizzato che la campagna ha avuto successo?
Devo dire che, come spesso succede, dopo una partenza lenta o comunque al di sotto del ritmo che avevamo immaginato e programmato, le ultime due settimane sono state un continuo crescendo e, quando ormai mancavano poche centinaia di euro, abbiamo capito che ce l’avremmo fatta e la soddisfazione è stata ancora più grande, visto l’inizio stentato, che un po’ ci aveva preoccupato.

Ti rivolgeresti ancora al crowdfunding in futuro?
Sì ed è un’esperienza che consiglio assolutamente anche ad altre startup, soprattutto se hanno un prodotto fisico da offrire al grande pubblico, perché è un ottimo test di mercato a basso costo o addirittura zero.
Nel nostro caso, come dicevo all’inizio, penso che il prossimo crowfunding che faremo sarà di tipo equity, con l’obiettivo di coinvolgere piccoli investitori nel nostro progetto e finanziare la sua rapida diffusione in Italia e anche all’estero.

Che consiglio potresti dare a chi decide di finanziare il proprio progetto con il crowdfunding?
Se si tratta di equity crowdfunding, credo che l’ideale sia farlo quando si ha un minimo di go-to-market già avviato e di positivo riscontro dal mercato, perché aumentano decisamente le possibilità di successo.
In alternativa, se il go-to-market non è ancora possibile o servono i fondi proprio per finanziarlo, è utile avere almeno il “proof of concept”, cioè che l’idea sia tecnicamente valida e industrialmente realizzabile, e possibilmente almeno un prototipo funzionante.
Al contrario il reward crowdfunding è affrontabile anche in una fase precedente e preliminare del progetto. Può essere anche solo un’idea, però presentata molto bene, in cui le persone anticipano l’acquisto del prodotto finito e quindi il costo di realizzazione e sviluppo, rendendo possibile la sua messa in produzione. Quindi, riassumendo, se il progetto sta muovendo i suoi primi passi, consiglio di fare un passaggio su una piattaforma di reward crowdfunding prima possibile e quindi passare a una di equity crowdfunding quando sarà in una fase più avanzata.

Qual è il tuo pensiero sul crowdfunding?
Certamente è molto positivo.
Per i motivi che ho detto prima e anche perché è un sistema WIN-WIN, cioè in cui vincono tutti.
Le startup perché possono far conoscere, testare il mercato e raccogliere fondi per il loro sviluppo, senza dover fare grandi investimenti.
Gli utenti perché possono avere dei prodotti innovativi in anteprima, contribuire a delle buone cause e, nel caso dell’equity, avere importanti ritorni anche investendo piccole somme e quindi con rischi molto bassi.

Mario insieme al suo team si è rivolto al crowdfunding per finanziare e lanciare il suo progetto.

Grazie anche alla cura dei particolari e dei contenuti in fase di preparazione della campagna ci è riuscito, con grandissimo successo!
Cogliamo l’occasione per ringraziarlo della disponibilità e per salutarlo.

Ti consigliamo di visitare il sito di VINNI PIZZA BOX per cominciare a conoscere questa realtà.

Speriamo che questo progetto ti abbia appassionato quanto ha appassionato noi.

A presto!

 

#falloconlafolla

 

 

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