Due chiacchiere con “LET’S PET”

Vogliamo parlarti di “LET’S PET”, il portale web italiano nato per trovare una casa a migliaia di animali e per dare una soluzione concreta al fenomeno dell’abbandono. La Massima cura viene posta nei dettagli e nei particolari per fornire sempre un servizio ad elevato potenziale tecnologico che semplifichi la vita di migliaia di italiani con pochi click.

Per aggiornare la piattaforma il tema di LET’S PET si è rivolto al crowdfunding, lanciando la sua campagna di raccolta sulla piattaforma italiana Eppela, fissando un obbiettivo di 5.000 € obbiettivo che attraverso i 34 sostenitori è stato addirittura superato!
Abbiamo incontrato ed intervistato Alberto Dellerba, CEO di LET’S PET per conoscerlo meglio, chiedergli cosa pensa del crowdfunding e capire cosa c’è dietro a una campagna di successo.

 

Ciao Alberto, quanti anni hai?
Ciao, ho 28 anni.

Come è nata l’idea di far nascere “LET’S PET”?
“Fissa il tuo cane negli occhi e tenta ancora di affermare che gli animali non hanno un’anima“, diceva Victor Hugo: il grande scrittore usa parole sagge che possono estendersi a tutto il genere animale.
L’dea è nata due anni fa e ho trovato subito appoggio in Vittorio e Alberto, attualmente miei soci.
Subito dopo siamo entrati in BAMLAB di Banca Alpi Marittime e abbiamo sviluppato al meglio il nostro progetto per capire se fosse sostenibile.
Il progetto ha l’obiettivo di aiutare gli animali in difficoltà e di facilitare le persone nel rendere la loro vita migliore.

Perché ti sei rivolto al crowdfunding per finanziare il tuo progetto?
Fin dall’inizio il Crowdfunding è stata un’idea per proporre il nostro progetto e donargli più visibilità.
Ci abbiamo pensato tanto e, come ci insegnate, per accedere a questo tipo di piattaforme bisogna avere un ”prototipo” che funzioni e che attragga: quindi siamo andati oltre all’idea e abbiamo promosso anche lo scopo che si nascondersi dietro l’iniziativa.
Oggi siamo pronti per misurarci con il pubblico del Crowdfunding e direi che ci stiamo riuscendo a piccoli passi, con l’aiuto di tutti miglioreremo i nostri servizi e amplieremo la piattaforma anche ad altri animali domestici (ma questa è…. un’anticipazione!)

Quali sono i fattori principali per una campagna crowdfunding di successo?
Sicuramente attenzione, dedizione e tanta tanta voglia di promuovere la campagna attraverso tutti i mezzi che si anno a disposizione.
La parola è tutto, ma anche i Social, giornali, radio ecc.. Per noi ha fatto la differenza.

Perché hai scelto Eppela come piattaforma?
Eppela per noi è stato sin dal primo giorno la piattaforma che più si avvicinava al nostro modo di essere, una squadra di ragazzi che non si prendono troppo sul serio, ma con tante capacità complementari.

Cosa hai provato quando hai realizzato che la campagna ha avuto successo?
Siamo arrivati al traguardo stringendo i denti e facendo serate in cui spiegavamo al nostro pubblico che cosa era in grado di fare letspet.it e con il loro aiuto saremo andati più lontano, ha funzionato subito.

Ti rivolgeresti ancora al crowdfunding in futuro?
Perché no?

 

Che consiglio potresti dare a chi decide di finanziare il proprio progetto con il crowdfunding?
Gli direi di far attenzione al suo pubblico e di cercare di capire come stimolarli al meglio.
Al pubblico piace esser stimolato e aiutare, se si tratta di ragazzi giovani e volenterosi ancor di più.
Questo vale per qualsiasi idea o compagna, coinvolgete i propri sostenitori attivamente.

Qual’è il tuo pensiero sul crowdfunding?
Penso che sia un modo straordinario per condividere e apprezzare ciò che si fa,
Leggendo un libro ho trovato degno di nota il racconto di come sia stato realizzato il piedistallo della celebre Statua della libertà, nel 1884 la costruzione del piedistallo della Statua della Libertà a New York fu resa possibile grazie ad una mobilitazione pubblica lanciata dall’editore Joseph Pulitzer tramite lo strumento più simile a quello che oggi è internet: la stampa.
Pensate che in 5 mesi furono raccolti 100.000 dollari mediante oltre 120.000 micro donazioni con un ulteriore effetto collaterale: la comunità locale iniziò a sentirsi legata al simbolo, anche per aver contribuito fattivamente alla sua costruzione.
Il crowd lega le persone.

Alberto e il suo team si è rivolto al crowdfunding per reperire i fondi sufficienti all’aggiogamento della sua piattaforma web.

Con molto impegno ci sono riusciti, cogliamo l’occasione per ringraziarli della disponibilità e per salutarli.

Ti consigliamo di visitare LET’S PET e di visitare la pagina Facebook per approfondire questa fantastica realtà.

Speriamo che questo progetto ti abbia appassionato quanto ha appassionato noi

A presto!

 

#falloconlafolla

 

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